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Road/Racing test by "Ruggero996" |
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L'operazione più costosa su una qualunque moto sportiva o racing
pura è l'alleggerimento. Togliere peso e spesa impegnata hanno un
rapporto esponenziale che aumenta mano a mano che si alleggerisce il
mezzo. Ultimamente però, grazie allo sviluppo delle celle batteria a
tecnologia LiPoFe, si è ottenuto un alleggerimento notevole di un
componente essenziale come la batteria pur garantendo: ottime
prestazioni di funzionamento, affidabilità e sicurezza.
Probabilmente il miglior compromesso fra spesa impegnata ed
alleggerimento ottenuto. La americana
Turn Tech
Battery (www.turntechbattery.com) ci ha fornito in prova questo
interessante componente per testarlo a modo su una moto sportiva
stradale... vediamo cosa si riesce ad ottenere. |
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Le
dimensioni contenute ed il peso ridotto sono le armi vincenti di questo
prodotto racing. Notate la comparazione fra un comune metro a nastro ed
il pacco batterie da 5 Ah.Attualmente i pacchi batterie prodotti
dalla Turn Tech sono da 2,5 - 5 - 7,5 Ah ed a richiesta da 10 Ah e
batterie speciali su misura per esigenze particolari. I pacchi batteria
da 2,5 Ah e da 5 Ah sono fornite con la copertura in plastica, in quanto
utilizzate prevalentemente su moto da fuoristrada cross/enduro, le altre
hanno una copertura a mezzo guaina termorestringente, comunque molto
affidabile. |
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Questa
tabella riassume le caratteristiche salienti delle dimensioni e peso
dei pacchi batterie Turn Tech paragonati con una standard Yuasa
montata sulla totalità della recente produzione Ducati. |
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YUASA originale |
Turn Tech 2,5 Ah |
Turn Tech 5 Ah |
Turn Tech 7,5 Ah |
| larghezza
(mm.) |
152 |
118 |
118 |
107 |
| altezza
(mm.) |
131 |
89 |
89 |
71 |
| profondità
(mm.) |
70 |
51 |
70 |
81 |
| peso (kg) |
4 |
0,41 |
0,86 |
1,1 |
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Altra
informazione interessante è che lo spunto dato da questi pacchi
batteria sono più "intensi" rispetto ad una batteria standard.
Indicativamente e senza scendere troppo in particolari tecnici che
possono non rendere l'idea, una batteria LiPoFe da 7,5 Ah fornisce
uno spunto paragonabile ad una normale batteria al gel da 11-12 Ah.
Altro vantaggio di queste batterie è la costanza di rendimento nel
dare energia, lineare e costante sino quasi alla scarica completa
degli elementi. Il loro limite maggiore è dato dalla loro non
tolleranza alle basse temperature, cosa per altro ovviabile con un
semplice tender per batterie standard. Comunque, il riscaldamento
prodotto dal lavoro degli elementi durante il funzionamento della
moto è sufficiente a far tornare allo standard di efficienza la
batteria già al primo avviamento a motore freddo. Per informazioni
tecniche più dettagliate di questi pacchi batterie, e per una
sommaria idea delle applicazioni, vi rimando direttamente al
sito-web del produttore:
Turn Tech
Battery (www.turntechbattery.com). |
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Test peso. Veniamo quindi alla prova
"reale". Primo approccio con il pacco batterie: il peso paragonato ad
una batteria Ducati standard Yuasa al gel. Il pacco batteria della
nostra prova è un 7,5 Ah, in grado di garantire spunto ed efficienza di
lavoro anche con una moto stradale da utilizzarsi normalmente: una 999
biposto MY 2003.La prima verifica è stata superata a pieni voti: la
batteria della Turn Tech pesa la bellezza di quasi 3 chili in meno
rispetto alla originale!!!! |
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Test dimensionamento. Ed ecco la
batteria montata nel suo alloggiamento - o meglio - nell'alloggiamento
previsto per la batteria originale (su un telaietto racing in
alluminio). Le differenze dimensionali rispetto alla standard sono
evidenti. Considerate che normalmente l'intero spazio dell'alloggiamento
è occupato dalla batteria originale. Si utilizzano i morsetti batteria
standard, senza particolari circuiti di intermezzo. Infatti queste
batterie possono essere ricaricate tranquillamente con la corrente
fornita dall'alternatore della moto e mantenute in ricarica (con tutto
che hanno una autoscarica praticamente nulla) con un normalissimo
tender. Rispetto alla "vecchia" generazione di batterie LiPo hanno
infatti il vantaggio di essere stabili e di non rilasciare gas
pericolosi (idrogeno) quando in ricarica. |
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Modalità di ricarica.Una domanda
che ci eravamo posti fin dal principio riguardava la necessità di
dover bilanciare i vari elementi (celle) di cui è composta la
batteria durante la ricarica, proprio come si fà nel mondo del
modellismo, dove questa tecnologia di accumulatori è già utilizzata
da tempo. Ebbene, la problematica non si pone: le batterie delle
nostre moto lavorano sostanzialmente sempre cariche grazie al
continuo apporto di corrente fornita dal generatore. Si avrà quindi
uno sbilanciamento minimo, dell'ordine di qualche decimo di volt,
recuperabile con un ciclo di bilanciamento una tantum. Un
bilanciamento delle celle sarebbe necessario (ad intervalli di
tempo, non ad ogni ricarica) nel caso si utilizzasse sino in fondo
la carica per poi ricaricare gli elementi completamente.
Praticamente, nel caso di utilizzo della batteria "a tutta perdita"
si dovrebbe utilizzare un circuito che armonizzi la corrente fornita
ai vari elementi della batteria. Altro fattore importantissimo
di queste batterie LiPoFe è la assenza della così detta memoria di
carica, quindi anche parzialmente scariche possono essere
tranquillamente stoccate o ricaricate a pieno.Per farvi un'idea di
cosa si stia parlando, vi rimando a dare un'occhiata a questa
paginetta del sitarello QUI.
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La
posizione degli elettrodi dei poli della batteria "test" era alquanto
inusuale... sono comunque posizionabili a piacimento a seconda delle
esigenze del cliente al momento dell'ordine. Nonostante questa iniziale
empasse, la batteria entrava tranquillamente nel suo alloggiamento e non
interferiva con ciclistica o sovrastrutture della moto. |
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Test di avviamento. Il produttore ci
aveva garantito che avremmo potuto fare una prova limite: staccare le
pipette candela e far girare il motorino dell'avviamento... avremmo
bruciato il motorino di avviamento prima ancora di scaricare la
batteria!!Non siamo stati così folli, ma due false partenze le
abbiamo fatte. Normalmente la batteria standard già al secondo mancato
avviamento và in crisi deficitaria di spunto... scaricate il video
(formato mp4) della prova avviamento cliccando sulla immagine a fianco e
stupitevi nel sentire con che spunto e come si avvia al terzo
tentativo...
Importante: la batteria viene fornita già carica e questa prova è
stata effettuata con la batteria "presa dal pacco e montata"
direttamente sulla moto. |
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Test su strada. La prova su strada
è stata fatta utilizzando la moto giornalmente tipo commuter
casa/lavoro, passeggiatina in città, ecc.. Quindi si sono cercate di
ricreare tutte quelle condizioni di utilizzo a cui si và incontro
normalmente: luci sempre accese, bassi e medi regimi di rotazione,
spegni/accendi ravvicinati, brevi percorrenze, ecc.. Ebbene, mai un
problema! Anche un utilizzo sportiveggiante su e giù per il "Passo
del Bracco", non ha creato alcun problema di sorta, se non la
sensazione di avere una maggiore leggerezza e meno inerzia, specie
grazie all'alleggerimento avuto nelle vicinanze del baricentro della
moto. |
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Test in pista. Questa era la prova
più interessante ed estrema a cui poteva essere sottoposta la batteria
della Turn Tech. Chiaramente, essendo un prodotto racing, non ci
aspettavamo sorprese amare, ma il risultato è stato notevole.
Considerate che la batteria, prima della prova su pista, è stata provata
su strada per 15 giorni filati. La prova è stata effettuata
all'autodromo del Mugello, il top delle piste del circus mondiale. |
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Il
risultato del test su pista, al di là dei "tempi" influenzabili da
diversi fattori esterni, è stato ampiamente positivo!! La differenza di
peso è nettamente avvertibile, in quanto il ritmo sostenuto di una guida
racing - per quanto amatoriale - và ad esaltare ogni più piccola
differenza indotta a motore, peso e quindi ciclistica. Specie nella
delicata fase dell'inserimento in curva il peso minore si fà sentire.
L'alleggerimento della massa della moto in una zona sensibile come il
baricentro permette di ottenere un assetto più piatto in frenata e di
sentire la moto che riesce ad entrare in curva con una maggiore facilità
e sicurezza. Chiaramente nei cambi di direzione la sensazione di
leggerezza è esaltata: 3 Kg in meno da spostare da un lato all'altro
della moto danno una mano nelle S caratterizzate da rapide variazioni di
inclinazione, il classico "pif-paf" che ora avviene in modo ancora più
rapido e con una drastica riduzione dell'inerzia nello spostamento. |

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Oltre la possibilità di utilizzo della batteria Turn Tech in ambito
stradale/giornaliero, sportivo amatoriale e racing, una interessante
applicazione di queste batterie si ha sulle moto racing prive di
alternatore. La caratteristica di garantire la costanza di carica
durante tutto un ciclo di funzionamento fornisce una
alimentazione elettrica costante alle varie utenze della moto
(accensione, iniezione, centralina, ecc.) per un intero turno di prove
e/o una gara intera. I'ulteriore vantaggio di ricaricarle in pochi minuti
con un apposito caricabatterie (tipo da modellismo per questo genere
di batterie) permette addirittura di avere sempre la batteria
carica da turno a turno anche in caso di una giornata intera in
pista. |
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Tirando
le somme, senza spendere follie, si riesce ad ottenere:
- un alleggerimento sensibile della moto;
- miglioramento nella guida sportiva;
- un miglioramento dell'efficienza globale del circuito di
avviamento;
- montare un componente racing di pregio che non disdegna l'utilizzo
stradale.
Difetti riscontrati:
- sensibilità alle basse temperature (verificato inferiore ai 10°)
all'avviamento a freddo.
Dovuto, un ringraziamento particolare a
Ruggero996, appassionatissimo Ducatista nonchè tester e
pilota ufficiale del Team desmodromico.com!! |
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