I monoammortizzatori utilizzati di serie da Ducati solitamente sono di ottima fattura, nettamente superiori a quanto si trova stock su moto di categoria analoga. Una sua messa a punto, seppure generica, permette di gustare appieno le qualità ciclistiche caratteristiche di una Ducati. In caso di utilizzo pistaiolo arrivano ad essere insufficienti, e una loro sostituzione con modelli di caratteristiche superiori è una delle spese più indovinate nell'ambito del tuning di una moto. Partendo da una analisi di base di un mono aftermarket, per capire "dove" intervenire, sarà più chiaro anche capire il "come" intervenire per una regolazione di massima anche sul mono di serie.
 

Questa immagine illustra un mono aftermarket - top di gamma - dedicato alle supersportive moderne. Rispetto ai mono di serie si ha una finitura migliore causa e conseguenza di materiali più pregiati e di lavorazioni più accurate. Anche la finitura delle parti "non in vista" (la c.d. idraulica) ha una finitura superiore grazie alla scelta dei materiali ed alle lavorazioni dedicate. Una sospensione di questo tipo permette di migliorare sostanzialmente la qualità di guida della moto, dando ampio margine alle regolazioni di fino agendo su precarico e registri idraulici, nonchè essendo studiato per essere smontato e modificato per adeguarlo alle singole necessità. Ripeto, i lavori e le regolazioni "di fino" devono essere fatti esclusivamente da specialisti!!!!

 

 
Questa immagine mostra chiaramente le varie parti esterne di cui è composto un mono moderno ad alte prestazioni:
  1. corpo monoammortizzatore
  2. molla
  3. registro/i regolazione idraulica in compressione
  4. serbatoio gas
  5. registro regolazione idraulica in estensione
  6. chiavi a settore per regolazione precarico molla
   
Per regolare il precarico della molla si agisce su una ghiera a settori che scorre su una filettatura ricavata direttamente sul corpo del mono ed a contatto con la molla. La controghiera serve per bloccare la ghiera di regolazione in posizione.

La regolazione del precarico della molla NON regola l'altezza della moto, ma il punto in cui la molla inizia a lavorare. Indurire una molla per alzare il retrotreno è la cosa più sbagliata in assoluto. Così facendo si andrà ad anticipare il momento in cui la molla inizia a lavorare e di conseguenza si andrà a ridurre il percorso utile che potrà compiere la sospensione perchè indurendo la molla si andrà a comprimere le spire della molla avvicinandole fra loro.

In alcuni modelli (sia racing come pure da turismo) è previsto un sistema idraulico a pomello per la regolazione in remoto del precarico molla.

 

 

Nella parte inferiore del mono si trova la regolazione della idraulica in estensione. Il registro di regolazione può essere a pommello (tipo quello illustrato in foto) oppure a vite. Intervenire su questo registro permette di regolare la velocità con la quale il mono si estende dopo una compressione.

 

 
Il registro della frenatura idraulica in compressione si trova nella parte superiore del mono, solidale al serbatoio del gas, sia che il serbatoio sia di pezzo con il corpo del mono che quando è separato. Intervenire su questo registro permette di regolare la velocità con la quale il mono si comprime.

Questo mono ha la caratteristica di avere i registri di regolazione separata per alte e basse velocità (H=alte, L=basse) in compressione. Con questi registri si interviene sulla regolazione delle velocità di spostamento dell'olio dal corpo del mono verso il serbatoio, corrispondenti alla velocità e quantità di olio con cui si sposta il pistone all'interno del corpo del mono stesso. Solitamente accelerazioni, piccole asperità dell'asfalto, ecc., provocano alte velocita' di spostamento. Curvoni in velocità, rapide variazioni di inclinazione (destra-sinistra nelle varianti), ecc.,  invece causano basse velocita' di spostamento.
 

 

 

Alcuni monoammortizzatori hanno la possibilità di variare la lunghezza del loro interasse, agendo solitamente su due dadi posti nella loro parte inferiore (dado di regolazione e controdado di fermo).

Questo sistema è utilizzato sulle moto prive di leveraggio alla sospensione posteriore, come ad esempio la serie SS che utilizzano una sospensione posteriore tipo Cantilever.

Sulle altre serie è un sistema pressocchè inutile, essendo praticamente tutte dotate (o è possibile montarlo) di un sistema di regolazione dell'altezza del retrotreno che agisce sull'archetto di reazione o sul puntone di reazione del leveraggio della sospensione.

   
La possibilità di alzare la moto al posteriore, permette di far intervenire il lavoro della sospensione posteriore ad una altezza differente della moto. Praticamente, il lavoro che compie la sospensione lungo la sua corsa, può essere spostato più in basso o più in alto rispetto ad un punto fisso del codone della moto. Variando l'altezza del posteriore si ottiene:
  • una diversa ripartizione dei pesi con il pilota in sella, il quale andrà a variare l'applicazione del suo peso sui due assi della moto;
  • uno spostamento del baricentro della moto sia sull'asse verticale che orizzontale;
  • una variazione dell'avancorsa conseguente ad una diversa inclinazione del cannotto di sterzo rispetto al piano stradale.

Appare evidente che alzando la coda della moto non si interviene quindi sulla durezza della molla e sul funzionamento della sospensione posteriore!!

Il concetto fondamentale su cui si basa una buona regolazione del mono (delle sospensioni in genere a dire il vero) è che la sospensione deve poter lavorare, permettendo alla moto di "galleggiare" dinamicamente, mantenendo la posizione della moto il più omogenea possibile ed assecondando in modo controllato e coordinato le variazioni indotte in prima analisi dal manto stradale e quindi da scompensi di assetto indotti quali accellerazioni e frenate. Detto questo, è logico arrivare alla conclusione che la sospensione di una moto dovrà avere un precarico della molla che gli consenta un certo affondamento (chiusura della sospensione) ben regolato sia in funzione del peso della moto che del complessivo pilota e moto. In particolare il valore di chiusura della sospensione a moto scarica permette alla stessa di avere un "negativo" di funzionamento sul quale regolare l'affondamento conseguente con il pilota in sella, necessario a farla lavorare correttamente in estensione, evitandogli di "tamponare" facendo perdere repentinamente ed in modo brusco la coerenza di assetto.

   

Questa immagine illustra schematicamente le diverse "altezze" su cui si lavora al fine di trovare un assetto soddisfacente del monoammortizzatore. Le diverse altezze dovranno essere prese su una linea immaginaria perpendicolare al terreno e secante l'asse ruota posteriore. Per apprezzare correttamente questi valori, senza ricorrere a particolari attrezzature, è necessario ragionare in percentuale di affondamento della sospensione rispetto alla sua corsa massima, prendendo quindi come riferimento la parte superiore del perno ruota posteriore ed un indicatore applicato alla coda della moto (un pezzetto di nastro isolante và benissimo).
  • A ==> riferimento superiore, posto sulla coda della moto;
  • B ==> riferimento inferiore, parte superiore del perno ruota;
  • 1/5 ==> distanza massima riferimento A da riferimento B, con sospensione totalmente estesa;
  • 1/2 ==> SAG statico;
  • 1/3 ==> SAG rider;
  • 1/4 ==> corsa massima della sospensione.

Le quote fondamentali da regolare a modo sono il SAG statico ed il SAG rider -.

Il SAG statico equivale al valore di affondamento della sospensione posteriore sottoposta al solo peso della moto in ordine di marcia.

Il SAG rider equivale al valore di affondamento della sospensione posteriore sottoposta al peso della moto in ordine di marcia più il peso del pilota in sella (completo di abbigliamento tecnico ed in posizione di guida).

 

Quanto descritto sopra, esplica in modo evidente il "galleggiamento" di funzionamento della sospensione posteriore, che come potete notare deve essere libera di comprimersi ed estendersi lavorando su un range che garantisca funzionalità e comfort... anche quando si guida come assassini in pista!!!!
   

PRATICA DELLA REGOLAZIONE DEL PRECARICO MOLLA

   
Come accennato, la regolazione di base, che è possibile effettuare anche da soli ma estremamente importante, è la regolazione del precarico della molla. Ottenere un assetto di molla soddisfacente permette già di ottenere notevoli risultati nella guida, senza andare a cercare particolari virtuosismi in regolazioni idrauliche che spesso peggiorano e complicano la vita!! Prima di iniziare, portate tutti i registri idraulici nella posizione di massima sfrenatura in modo che influiscano il meno possibile sul funzionamento della molla.
   

SAG STATICO

Ecco praticamente come misurare la distanza 1/5. La sospensione posteriore è completamente estesa, con la ruota posteriore staccata da terra. Il modo migliore per effettuare questa misurazione è di tenere la moto sollevata con dei cavalletti telescopici messi sotto le pedane pilota.

Presa la misura 1/5, si dovrà poggiare la moto a terra. Spingete qualche volta sulla coda della moto in modo da chiudere leggermente la sospensione e smuovere convenientemente paraolii e cuscinetti dei leveraggi.
Tirate verso l'alto la coda della moto, lasciate richiudere la sospensione sotto il peso della moto e prendete ora la misura 2/5 sempre con la ruota poggiata a terra. Ora:

  • (misura 1/5) meno (misura 2/5) ==> SAG statico

Invero, la misura di SAG statico è la meno influente al fine di una corretta regolazione della sospensione, ma dà almeno un punto di partenza su cui lavorare, specie nel caso si stia montando una molla differente o un monoammortizzatore aftermarket. Solitamente con le sospensioni di serie ci si avvicina molto ad apprezzare la regolazione ideale senza modificare nulla.

Mantenere il valore di SAG statico in un range compreso fra il 5% ed il 12% della corsa totale della sospensione posteriore - misurata sull'asse ruota posteriore - permette di ottenere un buon compromesso di partenza. Indicativamente, avvicinarsi ad un valore del 5% per un setting di partenza pistaiolo, al 12% per un setting di partenza stradale.

   

SAG RIDER

La regolazione del SAG rider è la più importante in quanto si tratta di regolare il predetto valore di "galleggiamento" con il pilota in sella vestito di tutto punto (tuta, stivali, casco, ecc.) in modo da adattarlo alle esigenze di peso e tipo di guida del pilota. Per effettuare questa regolazione sarà utile farsi aiutare da altre due persone.

  1. Salite in sella con l'abbigliamento tecnico che utilizzate solitamente per utilizzare la moto.

  2. Fatevi aiutare da 2 persone: una che tenga la moto ferma ed in equilibrio davanti ed un'altra che la guidi e tenga in equilibrio al retrotreno.

  3. Tenendo azionato il freno anteriore, alzatevi leggermente dalla sella e molleggiate sulla sospensione posteriore. 6 - 8 spinte saranno sufficienti per smuovere paraolii e cuscinetti dei leveraggi.

  4. Assumete in sella una posizione di guida che utilizzate solitamente.

  5. La persona che si trova nella zona posteriore della moto ora dovrà prima sollevare il retrotreno (per quanto possibile) e rilasciarlo, agendo su una parte del telaio posteriore, quindi comprimere e rilasciare. Prendete ora la misura che apprezzerete compresa fra il riferimento A e B. Chiameremo questa misura C.

  6. Ora il pilota in sella dovrà molleggiare ancora una sola volta e quindi riassumere la posizione di guida. Prendete nuovamente la la misura che apprezzerete compresa fra il riferimento A e B (sarà differente rispetto alla precedente). Chiameremo questa misura D.

Avremo quindi che:

  • [(misura A/B) meno (C + D)] per 0,5 ==> SAG rider

Mantenere il valore di SAG rider in un range compreso fra il 15% ed il 25% della corsa totale della sospensione posteriore - misurata sull'asse ruota posteriore - permette di ottenere un buon compromesso di partenza. Indicativamente, avvicinarsi ad un valore del 15% per un setting pistaiolo, al 25% per un setting di stradale.

Durante questa regolazione, sarà necessario intervenire in modo deciso sul precarico della molla. Ovviamente, si andrà a variare di conseguenza il valore di regolazione del SAG statico: non importa!! Come accennato precedentemente, il SAG statico è utile solo per avere una base di partenza nella regolazione fondamentale del SAG rider. E' invero estremamente importante valutare di quanto si andrà a comprimere o allentare la molla rispetto alla sua posizione di lavoro con un valore di SAG statico corretto. Orientativamente, dalla posizione di partenza della molla con SAG statico corretto, ci si può convenientemente "muovere" per comprimerla o allentarla in un range di +/- 15 mm. / 20 mm.. Andare oltre queste misure può causare due problemi diametralmente opposti:

  • Molla troppo compressa: le spire sono troppo vicine fra loro e non permettono alla molla stessa di comprimersi in modo libero e funzionale.
  • Molla troppo lenta: le spire sono troppo lontane fra loro e specie nella prima parte della corsa della sospensione non lavorano in modo funzionale.

Nel caso ci si trovasse in una delle due situazioni descritte sopra, sarà necessario prendere in considerazione l'eventualità di sostituire la molla di serie con una avente un coefficiente elastico (chiamato solitamente K) maggiore o minore a seconda della esigenza.

A titolo puramente esemplificativo, sotto sono riportati alcuni valori consigliati da Ohlins, paragonati al valore di K originale e variato a seconda del peso del pilota:

  Peso del pilota
Modello K std. 70/75 Kg 75/80 Kg 80/85 Kg 85/90 Kg 90/100 Kg 100/105 Kg
748-916-996-998
monoposto
64 64 66 68 70 75 80
748-916-996-998
biposto
68 68 70 75 80 85 90
998
monoposto
70 70 66 68 70 75 80
999
monoposto
70 85 90 95 100 105 110
 
Un modo molto pratico per controllare che la sospensione posteriore lavori per tutto il range di lavoro di cui è capace, consiste nel mettere una fascetta da elettricista intorno all'asta cromata del monoammortizzatore.

Tolti casi eccezionali, tipo buche o simili presi in velocità, la fascetta non dovrà mai arrivare a toccare il tampone di fine corsa. Se ciò accadesse, nonostante un valore di SAG rider corretto, sarà comunque necessario utilizzare una molla con un valore di K superiore.