I monoammortizzatori utilizzati
di serie da Ducati solitamente sono di ottima fattura, nettamente
superiori a quanto si trova stock su moto di categoria analoga. Una
sua messa a punto, seppure generica, permette di gustare appieno le
qualità ciclistiche caratteristiche di una Ducati. In caso di
utilizzo pistaiolo arrivano ad essere insufficienti, e una loro
sostituzione con modelli di caratteristiche superiori è una delle
spese più indovinate nell'ambito del tuning di una moto. Partendo da
una analisi di base di un mono aftermarket, per capire "dove"
intervenire, sarà più chiaro anche capire il "come" intervenire per
una regolazione di massima anche sul mono di serie. |
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Questa immagine illustra un
mono aftermarket - top di gamma - dedicato alle supersportive
moderne. Rispetto ai mono di serie si ha una finitura migliore causa
e conseguenza di materiali più pregiati e di lavorazioni più accurate.
Anche la finitura delle parti "non in vista" (la c.d. idraulica) ha una
finitura superiore grazie alla scelta dei materiali ed alle lavorazioni
dedicate. Una sospensione di questo tipo permette di migliorare
sostanzialmente la qualità di guida della moto, dando ampio margine alle
regolazioni di fino agendo su precarico e registri idraulici, nonchè
essendo studiato per essere smontato e modificato per adeguarlo alle
singole necessità. Ripeto, i lavori e le regolazioni "di fino" devono
essere fatti esclusivamente da specialisti!!!! |
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Questa immagine mostra
chiaramente le varie parti esterne di cui è composto un mono moderno
ad alte prestazioni:
- corpo monoammortizzatore
- molla
- registro/i regolazione idraulica in compressione
- serbatoio gas
- registro regolazione idraulica in estensione
- chiavi a settore per regolazione precarico molla
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Per regolare il precarico della
molla si agisce su una ghiera a settori che scorre su una
filettatura ricavata direttamente sul corpo del mono ed a contatto
con la molla. La controghiera serve per bloccare la ghiera di
regolazione in posizione.La regolazione del precarico
della molla NON regola l'altezza della moto, ma il punto in cui la
molla inizia a lavorare. Indurire una molla per alzare il retrotreno
è la cosa più sbagliata in assoluto. Così facendo si andrà ad anticipare
il momento in cui la molla inizia a lavorare e di conseguenza si andrà a
ridurre il percorso utile che potrà compiere la sospensione perchè
indurendo la molla si andrà a comprimere le spire della molla
avvicinandole fra loro.
In alcuni modelli (sia racing come pure da turismo) è previsto un
sistema idraulico a pomello per la regolazione in remoto del
precarico molla.
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Nella parte inferiore del mono
si trova la regolazione della idraulica in estensione. Il registro
di regolazione può essere a pommello (tipo quello illustrato in
foto) oppure a vite. Intervenire su questo registro permette di
regolare la velocità con la quale il mono si estende dopo una
compressione. |
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Il registro della frenatura idraulica in
compressione si trova nella parte superiore del mono, solidale al
serbatoio del gas, sia che il serbatoio sia di pezzo con il corpo del
mono che quando è separato. Intervenire su questo registro permette di
regolare la velocità con la quale il mono si comprime.Questo mono ha
la caratteristica di avere i registri di regolazione separata per alte e
basse velocità (H=alte, L=basse) in compressione. Con questi registri si
interviene sulla regolazione delle velocità di spostamento dell'olio dal
corpo del mono verso il serbatoio, corrispondenti alla velocità e
quantità di olio con cui
si sposta il pistone all'interno del corpo del mono stesso. Solitamente
accelerazioni, piccole asperità dell'asfalto, ecc., provocano alte velocita' di spostamento. Curvoni
in velocità, rapide variazioni di inclinazione (destra-sinistra nelle
varianti), ecc., invece causano basse velocita' di spostamento.
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Alcuni monoammortizzatori hanno
la possibilità di variare la lunghezza del loro interasse, agendo
solitamente su due dadi posti nella loro parte inferiore (dado di
regolazione e controdado di fermo).Questo sistema è utilizzato
sulle moto prive di leveraggio alla sospensione posteriore, come ad
esempio la serie SS che utilizzano una sospensione posteriore tipo
Cantilever.
Sulle altre serie è un sistema pressocchè inutile, essendo
praticamente tutte dotate (o è possibile montarlo) di un sistema di
regolazione dell'altezza del retrotreno che agisce sull'archetto di
reazione o sul puntone di reazione del leveraggio della sospensione.
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La possibilità di alzare la
moto al posteriore, permette di far intervenire il lavoro della
sospensione posteriore ad una altezza differente della moto.
Praticamente, il lavoro che compie la sospensione lungo la sua
corsa, può essere spostato più in basso o più in alto rispetto ad un
punto fisso del codone della moto. Variando l'altezza del posteriore
si ottiene:
- una diversa ripartizione dei pesi con il pilota in sella, il
quale andrà a variare l'applicazione del suo peso sui due assi
della moto;
- uno spostamento del baricentro della moto sia sull'asse
verticale che orizzontale;
- una variazione dell'avancorsa conseguente ad una diversa
inclinazione del cannotto di sterzo rispetto al piano stradale.
Appare evidente che alzando la coda della moto non si interviene
quindi sulla durezza della molla e sul funzionamento della
sospensione posteriore!! Il concetto fondamentale su cui si basa
una buona regolazione del mono (delle sospensioni in genere a dire il
vero) è che la sospensione deve poter lavorare, permettendo alla moto di
"galleggiare" dinamicamente, mantenendo la posizione della moto il più
omogenea possibile ed assecondando in modo controllato e coordinato le
variazioni indotte in prima analisi dal manto stradale e quindi da
scompensi di assetto indotti quali accellerazioni e frenate. Detto
questo, è logico arrivare alla conclusione che la sospensione di una
moto dovrà avere un precarico della molla che gli consenta un certo
affondamento (chiusura della sospensione) ben regolato sia in funzione
del peso della moto che del complessivo pilota e moto. In particolare il
valore di chiusura della sospensione a moto scarica permette alla stessa
di avere un "negativo" di funzionamento sul quale regolare
l'affondamento conseguente con il pilota in sella, necessario a farla
lavorare correttamente in estensione, evitandogli di "tamponare" facendo
perdere repentinamente ed in modo brusco la coerenza di assetto. |
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Questa immagine illustra
schematicamente le diverse "altezze" su cui si lavora al fine di
trovare un assetto soddisfacente del monoammortizzatore. Le diverse
altezze dovranno essere prese su una linea immaginaria
perpendicolare al terreno e secante l'asse ruota posteriore. Per
apprezzare correttamente questi valori, senza ricorrere a
particolari attrezzature, è necessario ragionare in percentuale di
affondamento della sospensione rispetto alla sua corsa massima,
prendendo quindi come riferimento la parte superiore del perno ruota
posteriore ed un indicatore applicato alla coda della moto (un
pezzetto di nastro isolante và benissimo).
- A ==> riferimento superiore, posto sulla coda della
moto;
- B ==> riferimento inferiore, parte superiore del perno
ruota;
- 1/5 ==> distanza massima riferimento A da
riferimento B, con sospensione totalmente estesa;
- 1/2 ==> SAG statico;
- 1/3 ==> SAG rider;
- 1/4 ==> corsa massima della sospensione.
Le quote fondamentali da regolare a modo sono il
SAG statico ed il
SAG rider -.
Il SAG statico equivale al valore di
affondamento della sospensione posteriore sottoposta al solo peso
della moto in ordine di marcia.
Il SAG rider equivale al valore di
affondamento della sospensione posteriore sottoposta al peso della
moto in ordine di marcia più il peso del pilota in sella (completo
di abbigliamento tecnico ed in posizione di guida).
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Quanto descritto sopra,
esplica in modo evidente il "galleggiamento" di funzionamento della
sospensione posteriore, che come potete notare deve essere libera di
comprimersi ed estendersi lavorando su un range che garantisca
funzionalità e comfort... anche quando si guida come assassini in
pista!!!! |
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PRATICA DELLA
REGOLAZIONE DEL PRECARICO MOLLA |
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Come accennato, la regolazione
di base, che è possibile effettuare anche da soli ma estremamente
importante, è la regolazione del precarico della molla. Ottenere un
assetto di molla soddisfacente permette già di ottenere notevoli
risultati nella guida, senza andare a cercare particolari
virtuosismi in regolazioni idrauliche che spesso peggiorano e
complicano la vita!! Prima di iniziare, portate tutti i registri
idraulici nella posizione di massima sfrenatura in modo che
influiscano il meno possibile sul funzionamento della molla. |
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SAG STATICO
Ecco praticamente come
misurare la distanza 1/5. La sospensione posteriore è
completamente estesa, con la ruota posteriore staccata da terra. Il
modo migliore per effettuare questa misurazione è di tenere la moto
sollevata con dei cavalletti telescopici messi sotto le pedane
pilota.
Presa la misura 1/5, si dovrà poggiare la
moto a terra. Spingete qualche volta sulla coda della moto in modo
da chiudere leggermente la sospensione e smuovere convenientemente
paraolii e cuscinetti dei leveraggi.
Tirate verso l'alto la coda della moto, lasciate richiudere la
sospensione sotto il peso della moto e prendete ora la misura 2/5
sempre con la ruota poggiata a terra. Ora:
Invero, la misura di SAG statico è la meno
influente al fine di una corretta regolazione della sospensione, ma
dà almeno un punto di partenza su cui lavorare, specie nel caso si
stia montando una molla differente o un monoammortizzatore
aftermarket. Solitamente con le sospensioni di serie ci si avvicina
molto ad apprezzare la regolazione ideale senza modificare nulla.
Mantenere il valore di SAG statico in un range compreso fra il 5% ed
il 12% della corsa totale della sospensione posteriore - misurata
sull'asse ruota posteriore - permette di ottenere un buon
compromesso di partenza. Indicativamente, avvicinarsi ad un valore
del 5% per un setting di partenza pistaiolo, al 12% per un setting
di partenza stradale. |
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SAG RIDER
La regolazione del SAG rider è
la più importante in quanto si tratta di regolare il predetto valore di
"galleggiamento" con il pilota in sella vestito di tutto punto (tuta,
stivali, casco, ecc.) in modo da adattarlo alle esigenze di peso e tipo
di guida del pilota. Per effettuare questa regolazione sarà utile farsi
aiutare da altre due persone.
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Salite in sella con l'abbigliamento tecnico che utilizzate solitamente
per utilizzare la moto.
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Fatevi aiutare da 2 persone: una che tenga la moto ferma ed in
equilibrio davanti ed un'altra che la guidi e tenga in equilibrio al
retrotreno.
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Tenendo azionato il freno anteriore, alzatevi leggermente dalla sella e
molleggiate sulla sospensione posteriore. 6 - 8 spinte saranno
sufficienti per smuovere paraolii e cuscinetti dei leveraggi.
-
Assumete in sella una posizione di guida che utilizzate solitamente.
-
La persona che si trova nella zona posteriore della moto ora dovrà prima
sollevare il retrotreno (per quanto possibile) e rilasciarlo, agendo su
una parte del telaio posteriore, quindi comprimere e rilasciare.
Prendete ora la misura che apprezzerete compresa fra il riferimento A
e B. Chiameremo questa misura C.
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Ora il pilota in sella dovrà molleggiare ancora una sola volta e quindi
riassumere la posizione di guida. Prendete nuovamente la la misura che
apprezzerete compresa fra il riferimento A e B (sarà
differente rispetto alla precedente). Chiameremo questa misura D.
Avremo quindi che:
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| Mantenere il valore di SAG
rider in un range compreso fra il 15% ed
il 25% della corsa totale della sospensione posteriore - misurata
sull'asse ruota posteriore - permette di ottenere un buon
compromesso di partenza. Indicativamente, avvicinarsi ad un valore
del 15% per un setting pistaiolo, al 25% per un setting di stradale.
Durante questa regolazione, sarà necessario intervenire in modo
deciso sul precarico della molla. Ovviamente, si andrà a variare di
conseguenza il valore di regolazione del SAG statico: non importa!!
Come accennato precedentemente, il SAG statico è utile solo per
avere una base di partenza nella regolazione fondamentale del SAG
rider. E' invero estremamente importante valutare di quanto si andrà
a comprimere o allentare la molla rispetto alla sua posizione di
lavoro con un valore di SAG statico corretto. Orientativamente,
dalla posizione di partenza della molla con SAG statico corretto, ci
si può convenientemente "muovere" per comprimerla o allentarla in un
range di +/- 15 mm. / 20 mm.. Andare oltre queste misure può causare
due problemi diametralmente opposti:
- Molla troppo compressa: le spire sono troppo vicine fra loro e
non permettono alla molla stessa di comprimersi in modo libero e
funzionale.
- Molla troppo lenta: le spire sono troppo lontane fra loro e
specie nella prima parte della corsa della sospensione non
lavorano in modo funzionale.
Nel caso ci si trovasse in una delle due situazioni descritte
sopra, sarà necessario prendere in considerazione l'eventualità di
sostituire la molla di serie con una avente un coefficiente elastico
(chiamato solitamente K) maggiore o minore a seconda della
esigenza.
A titolo puramente esemplificativo, sotto sono riportati alcuni
valori consigliati da Ohlins, paragonati al valore di K originale e
variato a seconda del peso del pilota:
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Peso del pilota |
| Modello |
K std. |
70/75 Kg |
75/80 Kg |
80/85 Kg |
85/90 Kg |
90/100
Kg |
100/105
Kg |
748-916-996-998
monoposto |
64 |
64 |
66 |
68 |
70 |
75 |
80 |
748-916-996-998
biposto |
68 |
68 |
70 |
75 |
80 |
85 |
90 |
998
monoposto |
70 |
70 |
66 |
68 |
70 |
75 |
80 |
999
monoposto |
70 |
85 |
90 |
95 |
100 |
105 |
110 |
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Un modo molto pratico per
controllare che la sospensione posteriore lavori per tutto il range
di lavoro di cui è capace, consiste nel mettere una fascetta da
elettricista intorno all'asta cromata del monoammortizzatore.
Tolti casi eccezionali, tipo buche o simili presi in velocità, la
fascetta non dovrà mai arrivare a toccare il tampone di fine corsa.
Se ciò accadesse, nonostante un valore di SAG rider corretto, sarà
comunque necessario utilizzare una molla con un valore di K
superiore. |

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